Contro tutte le guerre, antimilitarismo e internazionalismo

In un clima di guerra generalizzata e permanente la federazione ritiene importante rilanciare l’internazionalismo e l’antimilitarismo come principi e pratiche caratterizzanti il proprio agire politico.

L’Italia è parte attiva sui principali fronti di guerra, sia con propri contingenti militari, sia con l’invio di armamenti, con la fornitura di servizi logistici, nonché ospitando sul proprio territorio infrastrutture militari strategiche USA e NATO. Contemporaneamente si chiudono ancora di più le frontiere per chi fugge da guerre e miseria. Il governo italiano vuole attuare il nuovo patto europeo per l’asilo, legalizzando i respingimenti in mare con il “blocco navale”, e applicando la detenzione ai richiedenti asilo in prigioni anche fuori dai confini nazionali. Il governo ha per questo firmato un nuovo memorandum con la Libia, e fornisce mezzi e personale alle autorità tunisine, nell’obiettivo di reprimere e bloccare le persone in movimento. Uno sterminio silenzioso, che si aggiunge alle massicce uccisioni di civili in Ucraina, in Iran, in Libano, e ai genocidi ancora in corso a Gaza e in Sudan.

In questo scenario continuano ad aumentare le spese militari, che si traducono in precarietà, disoccupazione e povertà per ampi strati di popolazione, in quella che ormai è, a tutti gli effetti, economia di guerra. Fa parte della corsa al riarmo anche la riproposizione della leva militare, l’aumento degli effettivi del personale militare e delle riserve e un generale arruolamento della società nello sforzo bellico e nella propaganda di guerra, che vedono una diffusa opposizione nella società, soprattutto nelle più giovani generazioni.

L’industria delle armi, in gran parte controllata dallo Stato, fa affari d’oro, e in questo contesto le infrastrutture logistiche diventano sempre più strategiche per la movimentazione di materiali bellici. Le ferrovie, come i porti, sono tra le infrastrutture più coinvolte dal traffico militare e sono al contempo i settori in cui i lavoratori si sono mobilitati contro i trasporti di armi. Le ferrovie in particolare hanno visto una potente militarizzazione attraverso i corridoi europei e internazionali strategici.

Per opporsi a tutto questo il convegno ritiene fondamentale sostenere e rilanciare l’attività dell’assemblea antimilitarista, e avviare una serie di campagne contro la guerra ai migranti, contro il ritorno della leva militare e l’arruolamento della società, contro la produzione di armi e l’utilizzo militare delle ferrovie, a sostegno dei disertori di tutte le guerre e dellx compagnx che si oppongono ai regimi guerrafondai e sanguinari.

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